Fare prevenzione nel campo dell’ICTUS significa prima di tutto diminuire (meglio ancora eliminare) quei fattori di rischio che possono essere cambiati. Alcuni di questi, ad esempio l’età, non si possono mutare (AVETE 55 ANNI O PIU’); né si può cambiare la storia clinica (AVETE UNA STORIA DI ICTUS) : questi sono fatti immodificabili. Molti altri fattori di rischio si possono cambiare; ad esempio: la pressione arteriosa (AVETE LA PRESSIONE ALTA), questa si può curare; si può arrivare ad eliminare il fumo di sigaretta (FUMATE); si può curare il diabete (AVETE IL DIABETE); le eventuali malattie di cuore (SOFFRITE DI UNA MALATTIA DI CUORE E\O VASCOLARE); la poliglobulia (AVETE PIU’GLOBULI ROSSI DEL DOVUTO). Se facciamo attenzione a questi fattori di rischio preveniamo la malattia, prevenire è meglio che curare, e facciamo risparmiare indennità per morte o invalidità.

Premesso che non si sa ancora quale sia la  precisa causa dell’ICTUS e che i fattori di rischio dell’ICTUS sono solo quelli che più frequentemente vengono messi in evidenza in questa malattia, importante risulta anche la prevenzione secondaria, quei provvedimenti cioè che (una volta manifestatasi la malattia) se messi in atto impediscono che l’ICTUS si aggravi e porti a morte o a grave invalidità.

Si è visto, in una ricerca condotta nel mondo pubblicata sulla prestigiosa rivista dei medici inglesi “Lancet” e della quale ha molto parlato anche la stampa italiana, che un’importante azione di prevenzione secondaria viene esercitata dalla Stroke Unit, che è un reparto, o dei letti, dedicati alla cura dell’ICTUS, con la continua evidenziazione di alcuni parametri vitali, in modo da poter intervenire non appena essi si alterino. Se i pazienti sono ricoverati in Stroke Unit hanno più probabilità di sopravvivere all’ictus, e in condizioni migliori.