SUGGERIMENTI PER CHI ACCUDISCE UNA PERSONA COLPITA DA ICTUS

Bisogna pensare che l’ICTUS è stato (come dice il suo nome) per il paziente e per la sua famiglia un vero colpo, improvviso e inaspettato. Tutto è cambiato in pochi giorni: quando il paziente non si è trovato su di un letto d’ospedale senza più coscienza (cioè in coma), si è risvegliato paralizzato, con la vita piena di impossibilità, talvolta piena di dolori, con la difficoltà di comunicare con gli altri, con la confusione di capire male, con l’umore a terra.

Una frequentissima complicanza, la depressione post-ictus (che non viene curata, come è stato recentemente dimostrato) si presenta con una visione negativa della vita, con la perdita della volontà di fare esercizi di riabilitazione, con irritabilità, con turbe del sonno, con forti alterazioni di peso, con pensieri suicidi.

E' facilmente comprensibile l’insorgerne, per almeno due motivi: 1) l’alterazione della distribuzione delle sostanze da cui dipende il nostro cattivo o buon umore; 2) i motivi psicologici suscitati dalla constatazione dell’invalidità, sia pure temporanea, dell’individuo colpito dall’ICTUS.

Ci sono due cose da fare subito 1) prenotare la seduta di fisioterapia, mettendosi il cuore in pace che la riabilitazione sarà una cosa molto lunga, forse di mesi, o di anni, e implicherà una grande pazienza, e 2) prenotare la seduta con il logopedista perché alcuni dei più grossi problemi sono: la difficoltà di comunicare a voce, deglutire senza tossire, e mangiare senza che il cibo vada “di traverso”(anche di questo problema si occupa il logopedista).

Un altro suggerimento per il paziente è di evitare di prendere alla sera dei sonniferi: alzandovi di colpo per andare al gabinetto non permettete ai meccanismi di compenso di funzionare, col risultato che dopo pochi secondi vi sentite instabili sulle gambe e potete anche svenire. Mettetevi a sedere sul letto, contate fino a trenta con le gambe fuori del letto, e poi alzatevi. L’ICTUS è un’avventura: dovete uscirne vincitori.