PERCORSI e LUOGHI DI CURA

Quando si presenta l’evento acuto dell’ICTUS, è indispensabile:

  • mettersi in contatto con la Centrale Operativa 118, spiegando con precisione chi ha bisogno di soccorso, che cosa manifesta e dove si trova.
  • in subordine, qualora le condizioni lo consentano, accompagnare immediatamente  la persona interessata presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Pordenone o di San Vito al T., di Sacile, di Spilimbergo-Maniago o della Casa di Cura S.Giorgio di Pordenone.

-Dal Pronto Soccorso del presidio di cura ospedaliero, dove le condizioni della persona interessata vengono valutate per la gravità e l’urgenza, inizia un percorso di diagnosi e cura. il malato sarà inviato al reparto più idoneo rispetto alla sua situazione (potrebbe essere accolto anche in una struttura specialistica ubicata fuori provincia). Superata la fase critica, verranno cointeressati l'Unità di Fisiatria ed il Servizio di Logopedia, per la valutazione multidisciplinare precoce e continua.
-La riabilitazione (fisioterapia e logopedia), fase sostanziale per il recupero e talora per il superamento degli esiti, potrà avvenire: presso la struttura ospedaliera di accoglimento e successivamente presso la Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) di Pordenone (presso Casa Serena) specifica per le persone colpite da ICTUS, oppure presso le Residenze Assistenziali dei Distretti Sanitari di residenza.
-Anche per la fase di recupero e di riabilitazione potranno essere presi in considerazione servizi e strutture ubicati fuori provincia.
- Questo è il percorso di cura e riabilitazione che viene offerto attualmente dalla rete  di Servizi presenti nella nostra realtà provinciale; ma essa, così come previsto dal Piano Sanitario Regionale e dal Piano dell’Azienda Ospedaliera di Pordenone, dovrà essere al più presto (entro 2008) resa più completa ed adeguata con la realizzazione della Stroke Unit presso l’Ospedale di Pordenone, o meglio del reparto specifico per la cura dell’ICTUS (senza tralasciare la presenza ed il coinvolgimento della famiglia del malato).
La ricerca medica e l'evidenza scientifica, infatti, attestano che questa modalità organizzativa-assistenziale assicura maggior sopravvivenza ed anche esiti di minor gravità per chi viene accolto e curato dopo essere stato colpito da ICTUS.