L’ACCUDIMENTO

L’accudimento, per nostra esperienza, va scisso in due parti ambedue presenti nell’ICTUS.

•L’accudimento acuto riguarda i primi tempi della malattia, sia in ospedale che a casa o in RSA; vi è una grande, diffusa, oblatività da parte delle persone che stanno intorno al paziente (forse anche eccessiva, che rischia di ostacolare il ri-apprendimento, elemento fondamentale della riabilitazione).

•L’accudimento cronico riguarda il resto della vita del paziente e nel quale il caregiver, cioè colui che si occupa del malato, si trova improvvisamente precipitato senza alcuna preparazione; progressivamente si evidenzia una certa aggressività che, diretta o indiretta, governa i rapporti fra chi accudisce e chi è accudito.
E’ probabile che questa aggressività sia non solo espressione di un’eccessiva reciproca dipendenza fra caregiver e paziente, ma anche un vero e proprio sintomo di depressione del primo.
Si presta in genere poca attenzione ai problemi psicologici del caregiver, che spesso accudisce un paziente colpito da ICTUS per sole ragioni di parentela e di tempo disponibile, senza alcuna previa conoscenza e preparazione e con il pericolo incombente dell’isolamento sociale.

Queste considerazioni hanno portato a costituire in qualche nazione delle associazioni fra coloro che accudiscono (pensiamo alla National Carers Association inglese e agli Stroke support groups degli Stati Uniti), per aiutare i caregivers a scambiarsi delle esperienze e a trovare del tempo libero da dedicare a se stessi.
Pensiamo che anche in Italia sarebbero utili questo tipo di associazioni ed incontri.