"Mi sono sorpreso del fatto che dall’elenco dettagliato dei segni dell’ictus fosse assente un sintomo che di fatto è molto importante: il coma. Il coma, che può essere anche “sopore profondo”, è caratterizzato dall’assenza di coscienza. Chi è in coma non ha coscienza, cioè non si accorge di ciò che avviene intorno a se. E’ come fosse anestetizzato; pone senza volere un diverso modo di declinare il rapporto medico-paziente; a differenza di ciò che succede nella riabilitazione, la quale presuppone una ben chiara volontà di collaborazione, il paziente nel coma è in una situazione in cui non collabora coi sanitari, né col medico né con gli infermieri, sui quali invece pesa per molti giorni per i compiti di pulizia. Finché è in coma non fa progressi, né può migliorare dal punto di vista motorio, e quindi non può testimoniare la valenza terapeutica del reparto: al massimo (come è successo a me) può testimoniare poi della lotta contro le piaghe da decubito. Sto cercando di arrampicarmi sugli specchi, come si dice, per cercar di spiegare in qualche modo questa grave dimenticanza (alle volte l’inconscio gioca dei brutti scherzi e ci fa fare cose che la coscienza non vuole fare). Certo che chi è in coma non è nel regno della vita, né in quello della morte, non è ancora un sopravvissuto, è solo circondato da gente che scommette sulla sua sopravvivenza (proponendo al massimo l’estrema unzione), ma in fondo non è ancora un paziente.
Un altro sintomo che non si ritrova nella descrizione del NINDS (National Institute of Neurological Disorders and Stroke: Istituto Nazionale dei Disturbi Neurologici e dell'Ictus) è il TIA (Transient Ischaemic Attack: Attacco Ischemico Transitorio) che avrebbe segni simili all’ictus, i quali però durerebbero solo 24 ore. Oggi non ha più l’importanza scientifica di un tempo e qualcuno non lo descrive neanche più: sarebbe solo uno dei segni premonitori dell’ictus."                                                                                                                                              

Lucio Schittar